Introduzione

Feltro e Pannolenci: come cominciare

Ciao a tutti!!! E ben trovati!!

Sul web, come su Facebook e nei maggiori social network, ci sono innumerevoli community, in cui è possibile confrontarsi e conoscere il morbido mondo del feltro e del pannolenci, ma la prima domanda che molti utenti, che si approcciano per la prima volta a questo argomento, si pone è:

  • “Cosa serve per cominciare?”
  • “Dove trovo il materiale che serve?”
  • “È necessario saper cucire e/o saper disegnare?”
  • “Feltro e pannolenci possono essere lavati?”

e soprattutto:

  • “Che differenza c’è tra feltro e pannolenci?”.

Se cerchi una risposta a tutte o ad una di queste domande, ti trovi nel posto giusto! Io non mi ritengo un’esperta, però voglio condividere con voi ciò che ho potuto imparare finora e cercare di esser d’aiuto a qualcuno!

Partiamo dal presupposto, probabilmente banale, che per cominciare basta tanta buona volontà, un pizzico di creatività e curiosità. La voglia di conoscere ed imparare sono sempre alla base di tutto, ma qualche informazione pratica in più, non guasta… 😉

Che differenza c’è tra feltro e pannolenci?

Partiamo proprio dall’ultimo punto, perché conoscere la differenza tra l’uno è l’altro è necessaria per individuare quale dei due materiali è più indicato per il lavoro che avete in mente di realizzare.

Entrambi sono denominati tessuto non tessuto, cioè con una struttura non caratterizzata da trama e ordito, come gli altri tessuti.  Il materiale di cui sono composti è la lana cardata ed entrambi non si sfilano durante il taglio. Peculiarità che li rende, quindi,  materiali di facile utilizzo in quanto non hanno bisogno di esser rifiniti o orlati. Sia l’uno che l’altro sono materiali non ignifughi e assorbono il calore, per cui attenzione, perché non sono indicati per realizzare articoli esposti a fonti di calore dirette o indirette (ad esempio, presine, guanti da forno, coprifuoco, copri forno, sottopentola e simili).

La differenza più evidente è che il feltro è più rigido e consistente, mentre il pannolenci è morbido e leggero. Il feltro è resistente e mantiene la sua forma, quindi è adatto per realizzare oggetti che devono rimanere rigidi. Ne esistono diversi spessori: da 1 mm, usato per esempio per portachiavi, ciondoli per orecchini, collane o bracciali, a quello da 3 e 5 mm impiegato invece per scatole, contenitori, lanterne (con lumino a led) che vanno tanto di moda adesso, ma ancora  borse, segnalibri, cornici, e tanto altro ancora.

Il pannolenci, è sottile, morbido e maneggevole. È indicato per realizzare oggetti imbottiti, come ad esempio pupazzetti, bamboline, fiocchi nascita, oppure contenitori morbidi, come astucci o pochette, oppure per arricchire con dei particolari le nostre creazioni.

Quelli che ho elencato sono solo alcuni esempi di ciò che è possibile realizzare con questi due formidabili materiali. Basta capire il fine d’uso dell’uno e dell’altro per dare libero sfogo alla propria fantasia e creare cose che non avreste mai pensato di riuscire a realizzare!

Cosa serve per cominciare? E dove trovo il materiale?

Focalizzate l’attenzione su ciò che volete realizzare.

I materiali di cui dovete disporre, una volta deciso quale dei due materiali è indicato per il vostro lavoro, sono:

Cartoncino per il cartamodello

Se volete realizzare un soggetto in particolare, avete tre opzioni. Una è cercare su Google, o su Pinterest il cartamodello di cui avete bisogno, salvarlo sul vostro computer, stamparlo su cartoncino della dimensione che volete e ritagliarlo. A tal proposito, vi segnalo la bacheca di gruppo che ho creato su Pinterest, dove potete trovare cartamodelli, idee e tutorial. Le bacheche di gruppo sono formidabili, perché ogni membro può aggiungere, modificare e organizzare i pin! Il mio intento è quello di riuscire a creare, grazie all’aiuto di tutti, una mega raccolta riguardante il mondo del feltro e del pannolenci. Quindi se vi va, seguite Ricci & Fantasia su Pinterest. Solo in questo modo, potrò invitarvi a far parte della bacheca di gruppo, che ho denominato Tutto su feltro e pannolenci e potrete usufruirne ogni volta che volete!  Un’alternativa al cartamodello reperito dal web, se avete dimestichezza con carta e matita, è quella di disegnarlo voi, sempre su cartoncino, e ritagliarlo. L’ultima opzione, che sconsiglio :P, ma che ammetto di aver utilizzato più volte, è ricalcare direttamente dallo schermo del computer o dalla televisione (se dispone di una porta usb per inserirvi una chiavetta). La sconsiglio perché ai cristalli liquidi del display non fa certamente bene, la punta della matita che vi scorre sopra… Mio marito, quando mi ha scoperto farlo sulla TV (perché l’immagine era di dimensioni piuttosto grandi), me ne ha dette di ogni, che ancora oggi, se mi sfiora minimamente l’idea di rifarlo, mi sembra di sentire lui sbraitare e dire parolacce di cui non conoscevo neanche l’esistenza. E ci ripenso!! 😆 😆

Vorrei spendere due parole sul meraviglioso mondo di Pinterest, un social network basato sulla condivisione di fotografie, video e tutorial, perché permette agli utenti di creare bacheche in cui catalogare le immagini presenti nelle pagine web in base a temi predefiniti oppure scelti da loro. Le categorie più popolari sono cibo e bevande, fai da te e artigianato (che è quello che interessa a noi, in questo momento), abbigliamento, moda, design, decorazioni per la casa e viaggi. Per chi è sempre in cerca di nuove idee e ispirazioni  è un must! Vi segnalo l’interessante Guida su Pinterest scritta da Salvatore Aranzulla, perché mi ha letteralmente illuminato su un efficace utilizzo di questo potente social network e, sono sicura che anche a voi potrebbe tornare utile. 😉

Forbici di buona qualità.

Indispensabili! Perché, se è vero che sia feltro che pannolenci sono materiali che non sfilacciano, se utilizzate forbici scadenti e non adatte ai tessuti, il taglio non verrà pulito, a scapito di un lavoro approssimativo e poco rifinito. E un lavoro poco rifinito, scoraggia dal provare a realizzarne un altro! Io mi trovo bene con le forbici da sarta dell’Ikea, che costano €4,95 e tagliano perfettamente. Non nego che all’inizio, per risparmiare un pochino, utilizzavo le forbici da sarta comprate nei negozi cinesi… Inutile dire, che, se è vero che costano circa 2 euro, sono dure, poco ergonomiche e si devono sostituire spesso perché risentono piuttosto velocemente dell’usura. Quindi il risparmio, effettivamente, non c’è.

Penna cancellabile termosensibile

Si lo so, solo a nominarla viene di aprire Wikipedia per cercarne il significato. È la penna che in tutte le scuole ormai fanno utilizzare ai bambini. È la Frixion, che ho scoperto su uno dei gruppi Facebook dedicati alla creatività, di cui faccio parte. Scrive benissimo sia sul feltro che sul pannolenci e magia, quando l’inchiostro viene a contatto col calore (armatevi di ferro da stiro), il tratto scompare! Inoltre è ricaricabile. Io la trovo indispensabile per i miei lavori. Ma attenzione! Quando l’inchiostro viene a contatto col freddo (parliamo di temperature inferiori a -10 °C), il tratto riappare, quindi io consiglio sempre di disegnare sul lato inverso, così, se anche riapparisse, sarebbe interno e non si vedrebbe. A questo proposito vi voglio svelare un segreto. Però, mi raccomando che rimanga tra noi 😉 Il pannolenci ha un verso! Infatti ha un lato più “peloso” e un lato più liscio. Ecco, è su questo lato che dovrete riportare il disegno del cartamodello, perché vi verrà più pulito e preciso. Non è facile individuarlo se non si è mai utilizzato questo materiale, ma con un pò di pratica, riuscirete a riconoscerne questo particolare.

Un’alternativa al disegno con penna, è quella di fermare con degli spilli il cartamodello su feltro o pannolenci e ritagliare lungo il perimetro. Io lo sconsiglio, perché in questo modo il cartamodello si rovina più facilmente e dovrete di nuovo stamparlo e ritagliarlo. Sarebbe, pertanto, lavoro doppio e tempo sprecato.

Colla a caldo o colla per tessuti

Premetto col dire che ho cominciato, utilizzando la colla a caldo, perché avevo già in casa la pistola e quindi, ho dovuto solo procurare gli stick. Quindi, lo stick viene inserito nella pistola, questa collegata a presa elettrica arriva alla temperatura di 150/180°C, lo stick si scioglie e quando pigiate il grilletto, assume una consistenza fluida che rende facile l’applicazione. La presa è molto veloce, perché feltro e pannolenci sono materiali piuttosto porosi e quindi assorbono rapidamente il calore. Se vedete un esubero di colla sul panno, potete, una volta asciutta, rifilarla con delle forbicine ben affilate e appuntite (vanno bene quelle per le unghie), ma in qualunque caso consiglio di spingere delicatamente il grilletto, in modo da farne uscire poca per volta, e di picchiettare invece di stendere in un unica applicazione. Questo perché se stesa in quantità maggiore, una volta asciutta, crea spessori ed ha un aspetto opalescente. In commercio esistono anche stick colorati o glitterati. Questo vi permette di spaziare davvero con il suo utilizzo.

La colla per tessuti, ha una presa più lenta, ma è più trasparente e quando si asciuga non lascia traccia. Si trova in tubetti da 20 o 30 ml, è resistente al calore e all’acqua, però è anche più costosa.

Se non avete dimestichezza con la pistola per colla a caldo, una formidabile alternativa è quella acetovinilica: un adesivo sintetico in solvente in grado di far aderire rapidamente svariati tipi di materiali, tra cui tessuti, legno, cuoio, vetro e ceramica. È trasparente e flessibile, non lascia traccia o spessori antiestetici, ed è a presa rapida. Si applica tramite il tappo-ugello della confezione. Basta distendere un filo di colla sul materiale da incollare, accoppiare, pressare uniformemente e il gioco è fatto. Io la trovo anche migliore e più pratica della colla a caldo, perché non fa fili, non comporta dispendio energetico e il lavoro finito risulta più pulito. La confezione è da 500 ml, si applica in piccole quantità, quindi dura tantissimo.

Ago, filo e imbottitura ➡ Se state optando per qualcosa di imbottito (come bamboline, pupazzetti, fiocchi nascita, ghirlande fuori porta, ecc) o che abbia delle tasche da cucire e non da incollare, come ad esempio porta tovaglioli a tasca, oppure portaocchiali, porta cellulare e simili.

Io utilizzo normalissimi aghi da cucito. Piccolo o medio per il pannolenci o il feltro da 1 mm, grande per il feltro da 3 o 5 mm. Potete usare normali fili da cucito, le classiche bobine che un pò tutti teniamo in casa per riparazioni dell’ultimo momento, oppure il filo di seta per impreziosire il vostro lavoro. Io utilizzo più spesso le matassine da ricamo perché il filo è molto resistente. Utilizzo 1 solo filo per oggetti imbottiti e pannolenci, 2 o 3 fili per feltro di spessore 3 o 5 mm. L’imbottitura, che vi servirà per riempire, io la compro all’Ikea (viva l’ Ikea :D), ricavandola dagli interni per cuscini in poliestere, se devo realizzare molti articoli, come bomboniere; oppure su internet, da due splendide e disponibili ragazze che hanno un laboratorio d’arte creativa a Napoli,  Style Art, che vendono tutto, ma proprio tutto, ciò che serve per realizzare i nostri lavori. La loro è un’imbottitura siliconata da 500 gr, che ha la caratteristica di essere igienica, inodore, morbidissima e calda e mantiene la sua morbidezza anche dopo il lavaggio. Questa io la utilizzo principalmente per fiocchi nascita, banner o pupazzetti.

Vediamo un pò… Cosa manca all’appello? Ho scritto tutto? Ops… Manca proprio la materia prima: feltro e pannolenci! Ormai si trovano veramente ovunque, nelle mercerie, nei negozi di bricolage più forniti, ma anche al mercato o nei negozi cinesi. Quando ho cominciato, compravo in un negozio di fai da te, qui in provincia di Milano, che aveva una discreta scelta di colori e spessori, ma avevano dimensioni piccole – oltre ad essere piuttosto costosi – quindi se dovevo realizzare qualcosa di grande o di numeroso, non andavano bene. Poi ho scoperto Style Art su Facebook e ho risolto tutti i miei problemi. Non ho alcuna convenzione con loro, sia chiaro, quindi non ne parlo per un tornaconto personale, ma quando incontri professionalità, disponibilità, celerità, qualità e soprattutto grande varietà di prodotti, non puoi non parlarne bene e passare parola! Io acquisto da loro online, e in pochi giorni mi arriva tutto comodamente a casa! Giovanna e Stefania De Felice, appunto titolari del negozio, sono due ragazze piene di risorse, sanno darti i giusti consigli per realizzare le tue creazioni, vendono non solo feltro e pannolenci al metro (quindi potresti anche realizzare un mega cartellone pubblicitario in feltro! Con loro puoi!:D), ma anche tessuti di ogni genere, e accessori per la realizzazione di ogni tipo di lavoro.

Ovviamente mi è capitato di comprare anche nei negozi cinesi, soprattutto all’inizio, per esercitarmi spendendo il minimo indispensabile, ma senza dubbio, sono prodotti di scarsa qualità e il risultato finale ne risente significativamente! Ed in qualunque caso, se volete che i vostri lavori si differenzino dagli altri, perché la concorrenza c’è ed è tanta e spietata, dovrete puntare oltre che sulla manifattura, anche sulla qualità! Quindi cinesi si, se volete prendere dimestichezza col materiale; cinesi no, se volete dare valore al vostro lavoro e, perché no, venderlo!

È necessario saper disegnare o cucire?

Nel paragrafo precedente, vi ho spiegato come e dove potreste reperire i cartamodelli da internet, quindi posso tranquillamente affermare che non è necessario saper disegnare. Ovviamente, saper disegnare è un di più, perché riuscireste a rendere il vostro lavoro unico e creereste qualcosa di nuovo e mai visto, ma non saper disegnare non deve essere il vostro limite! Si può rendere unico anche un lavoro ricavato da un cartamodello copiato e ricopiato da migliaia di altre creative come noi. Sono sempre del parere, che in ogni creazione, bisogna lasciare la propria personalissima impronta. Bastano pochi particolari per differenziare il nostro “bambino” da quello di tutti gli altri. Basta farsi trasportare dalla fantasia. Sentitevi liberi di osare! L’arte, la creatività, sono questo: libertà, leggerezza, spontaneità, istinto!

Per quanto riguarda, invece, il discorso cucito… Come ho accennato nella sezione “La mia storia” di questo blog, non ho mai saputo e – ahimè – voluto imparare a cucire. Non ne vedevo l’utilità visto che comunque non sarei stata in grado di effettuare riparazioni seppur semplici o veloci, e che nel mondo esistono miliardi di sartorie express. ^^’ Quando ho deciso che volevo continuare su questa strada, però, la voglia di perfezionarmi e di provare ad andare oltre i miei limiti, mi ha spinto ad imparare… Ora, se volete realizzare semplici oggetti, dove basta la colla per ottenere un bel risultato (vi porto l’esempio di questi segnalibri), non serve che sappiate cucire. Ma se optate per altri tipi di lavori, come gli imbottiti, diventa indispensabile per unire i due lembi di feltro o pannolenci e poterli riempire. Il punto più utilizzato per questo genere di lavoro, è il punto festone, perché, oltre ad essere decorativo, rende il lavoro più resistente. Ci sono moltissimi tutorial sul web, ma se ne avete voglia, continuate a seguirmi, perché ho pianificato per i prossimi giorni, un tutorial per scoprire insieme come iniziare, proseguire e terminare con questo punto. 😉

Ed ora la domanda da un milione di dollari… o_O

Feltro e pannolenci si possono lavare?

C’è chi dice di si, c’è chi dice di no. Io non ho mai provato a lavarli in lavatrice, perché entrambi, se maneggiati troppo a lungo, tendono a formare gli anestetici pallini. Se si lavora molto con la colla a caldo, questa teme il calore, quindi non posso assicurare che durante un lavaggio, anche a basse temperature, non rovini il nostro lavoro. Ai pallini c’è rimedio (basta passarvi delicatamente sopra con una lametta), al restringimento o infeltrimento purtroppo no. Quindi io non rischierei. Onestamente, io ho provato solo con uno scampolo, lavandolo a mano e in acqua fredda e non è successo nulla. Una volta asciutto è tornato come prima, solo più profumato. 😉 Non ho, però, avuto il coraggio di osare di più… ^^’

Per i più temerari, suggerisco questo tutorial, che elenca, dettagliatamente come agire in caso di macchie e i modi più indicati per lavare il feltro ➡ Come pulire il feltro. Se provate, lasciatemi un commento, così forse mi convinco anche io 😆 😆

Penso di essermi dilungata un pò troppo, spero però di aver chiarito le idee a qualcuno di voi, che magari si accinge ora a scoprire il morbidoso mondo del feltro! <3

Per qualsiasi domanda, dubbio, chiarimento o semplicemente per un saluto, lasciate il vostro commento. Sarò felice di leggervi e, nei limiti delle mie capacità, rispondere.

Alla prossima!!!

“La creatività è contagiosa… Trasmettila!”

2 commenti

  • Elisabetta scarpini

    Grazie mille, mi ci voleva, sono per cosí dire alle prime armi, ho fatto 16 bambole di pezza, 15 portasacchetti bambolina, qualche pochette, gufi di stoffa e ora mi sto inoltrando nei dolci di pannolenci, mi piace molto lavorare a queste cose, uso la macchina da cucire, non sono espertissima, ma ora ho più dimestichezza, devo ancora imparare tanto e questo tuo scritto mi ha dato molto buoni consigli, ora vado su Facebook per vedere le pagine da te consigliate e iscrivermi…..grazie mille ancora e spero di rileggerti…buona giornata ☺👏

    • Gaia

      Ciao Elisabetta! Che bello leggere il tuo commento! Se i link che ho consigliato ti sono stati utili, fammi sapere… Mi piace confrontarmi con le altre creative! Se hai una pagina facebook o un blog o un profilo in altri social network, segnalamelo. Avrò piacere di seguirti e vedere anche io le tue creazioni! Ciaooooo 😉

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